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Licenziamento: quando conviene aggiornare l’ISEE corrente e i trucchi per farlo al meglio

Conviene aggiornare l’ISEE corrente entro due mesi dalla data del licenziamento.

Questo viene consigliato perché l’ISEE corrente serve ad aggiornare in modo tempestivo e realistico la componente reddituale della famiglia, presentando al Fisco la nuova situazione di reddito ridotto o assente.

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Dettagli da non sottovalutare sono i seguenti: l’ISEE corrente ha validità soltanto di sei mesi e, dunque, è meglio segnarsi sul calendario la scadenza. Se durante questi sei mesi ci sono ulteriori variazioni, come può essere la Naspi o un nuovo lavoro, l’ISEE corrente va nuovamente aggiornato, sempre rispettando il termine di due mesi dalla nuova variazione.

Tempi e modi che devi conoscere per l’Isee

Aggiornare l’ISEE corrente permette di accedere a prestazioni e bonus con un calcolo più vantaggioso. L’aggiornamento va fatto presentando la DSU integrativa specifica per ISEE corrente e allegando tutti i documenti del caso, come ad esempio la lettera di licenziamento. L’ISEE corrente influisce direttamente sul calcolo che andrà a quantificare la Naspi; infatti, anche la Naspi è considerata un reddito ai fini dell’ISEE.

Tempi e modi che devi conoscere per l’Isee-mondoefinanza.it

Infatti, la Naspi è sostanzialmente una prestazione che si sostituisce al reddito da lavoro e, dunque, va comunicata. La Naspi va inserita come reddito imponibile IRPEF nella DSU. Dunque, quando viene percepita aumenta potenzialmente anche l’ISEE stesso. Un ISEE innalzato dalla Naspi potrebbe anche ridurre l’accesso ad altri bonus e, quindi, non è da escludere che la stessa Naspi vada ad influire negativamente su altri sussidi o aiuti sociali.

Cosa fare dopo che parte la Naspi

Quando la Naspi cessa oppure se il reddito familiare cala di oltre il 25%, conviene richiedere l’ISEE corrente. Di conseguenza, la richiesta della Naspi va accompagnata da una valutazione puntuale del riflesso sull’ISEE. Ad ogni modo, appena si è perso il lavoro, bisogna tempestivamente verificare se c’è un ISEE ordinario valido. Infatti, prima di chiedere l’ISEE corrente è fondamentale aver già presentato un ISEE ordinario.

Bisogna anche verificare se ci sono i requisiti per l’ISEE corrente, ovvero una discrepanza di almeno il 25%. La documentazione necessaria comprende il documento d’identità e il codice fiscale dei componenti del nucleo familiare. Occorre poi la certificazione della variazione, che tipicamente è la lettera di licenziamento; occorre la documentazione reddituale aggiornata degli ultimi 12 mesi e la documentazione patrimoniale aggiornata.

Dopo aver raccolto tutta questa documentazione bisogna compilare la DSU per ISEE corrente, che va a sostituire le informazioni sui redditi degli ultimi due anni con quelle degli ultimi 12 mesi. La DSU così compilata va presentata presso CAF, INPS o altri enti preposti. Una volta ottenuto l’ISEE corrente, andrà utilizzato per la richiesta di bonus e sussidi vari.

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