La Salute Intelligente al Festival di Bologna. Tavola Rotonda: la via del minor danno da fumo nei fumatori

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La Salute Intelligente al Festival di Bologna: la via del minor danno da fumo nei fumatori  Una riduzione importante della tossicità potrebbe avere un forte significato per il fumatore che non vuole o che non riesce a smettere. Il governo della salute pubblica richiede che si attuino politiche per la cessazione e per il contrasto della dipendenza. Ma oggi richiede anche di tener conto dei prodotti alternativi, a potenziale rischio ridotto, che sono in grado di diminuire, se non eliminare, le fondamentali cause che inducono lo sviluppo di malattie correlate al fumo. Per coloro che non desiderano smettere di fumare o che non riescono a farlo, neanche se supportati, comportarsi da talebani antifumo potrebbe essere un boomerang per la sanità. Un passaggio al fumo digitale, invece, potrebbe essere visto come un buon inizio nell'ambito dell'alleanza medico paziente. Non favorire, ma nemmeno negare informazioni e controlli medici per chi cerca soluzioni meno dannose alle sigarette tradizionali. Su questi aspetti si deve dibattere, ricercare e formulare proposte nel rispetto dei compiti istituzionali di ciascun organismo.

Questa la sintesi del confronto organizzato nell’ambito della Quinta edizione del Festival della Scienza Medica di Bologna (9-12 maggio) intitolato l’“Intelligenza della Salute”. Le frontiere della mente, il futuro della genetica, la medicina di precisione, il ruolo dell’Intelligenza Artificiale, l’informazione e le Fake News in ambito medico, tra i temi principali.

Il 10 il confronto sul tabagismo: “Strategia per una salute intelligente: riduzione del danno da fumo per un futuro senza fumo”   Scelte politiche Sulle politiche ispirate al principio della riduzione del danno hanno dibattuto l’oncologo Umberto Tirelli, membro del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) del Centro di Riferimento Oncologico (CRO) di Aviano, Istituto Nazionale Tumori e del Comitato Scientifico a sostegno delle sigarette elettroniche della Lega Italiana Anti Fumo; Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG); Salvatore Cardellicchio, coordinatore del Gruppo di Studio Educazionale, Prevenzione ed Epidemiologia dell’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri (AIPO) per il Tabagismo e Responsabile del Centro Antifumo di Careggi; Stefano Nardini, pneumologo ed ex Presidente della Società Italiana di Pneumologia 2016-2018, attualmente Deputy Editor di “Multidisciplinary Respiratory Medicine”; Giorgio Trizzino, specialista in Igiene e medicina preventiva, attualmente deputato e membro della V Commissione (bilancio, tesoro e programmazione) e della XII Commissione (Affari Sociali); Stefano Collina, senatore della Repubblica, vicepresidente della XII Commissione permanente Igiene e Sanità.

Sintesi: la comunità medica deve avere come priorità non negoziabile lo smettere di fumare (o il non iniziare), mentre i Regolatori devono intraprendere il percorso verso la difesa e l’accrescimento del benessere sociale mediante politiche coadiuvanti, in grado di rendere più comprensivi ed efficaci gli sforzi di tutela, generando effetti positivi su una porzione più ampia di popolazione. La tecnologia, l’innovazione ed una rigorosa metodologia scientifica di ricerca hanno sviluppato oggi alternative efficaci per i fumatori adulti che non vogliono o non riescono a smettere di fumare. Si tratta però di sviluppare le corrette procedure sia per garantire la partecipazione dei soggetti pubblici e privati all’attuazione di una politica di riduzione del danno sia per diffondere in maniera corretta ed efficace adeguate informazioni al riguardo. Occorre comunque trovare il baricentro giusto tra innovazione tecnologica, salute dei cittadini e regolamentazione. Fumatori in continuo aumento A chi storce la bocca occorre ricordare che, nonostante leggi, divieti, campagne e deterrenti pubblicitari, sono 12,2 milioni i fumatori in Italia (il 23,3% della popolazione) e che sono in aumento. Diminuiscono le donne tabagiste: il 19,2% rispetto al 20,8 dello scorso anno contro il 27,7% degli uomini rispetto al 23,9% del 2017. Gli ex fumatori sono invece il 12,9% e i non fumatori il 63,8%. Tra i 25 e i 44 anni abbiamo la prevalenza più alta di fumatori tra i maschi (35,7), mentre nella fascia d’età 45-64 anni la prevalenza più alta è tra le donne (26,2). Oltre i 65 anni troviamo le prevalenze più basse in entrambi i sessi. Si fumano in media 12,3 sigarette al giorno. Rispetto all’area geografica la prevalenza di fumatori di sesso maschile è uguale su tutto il territorio, mentre la prevalenza nel sesso femminile è invece più alta al Nord (22,6%) rispetto al Sud (17,8) e al Centro (13,8). Si fumano principalmente sigarette confezionate (92,3%) sebbene continui costantemente a crescere il consumo prevalente di sigarette fatte a mano (16,9%), La fascia di età dell’iniziazione al fumo di sigaretta è quella della scuola secondaria di primo grado (10-13 anni). Riguardo i prodotti a tabacco riscaldato, di cui rimane importante il monitoraggio, si registrano prevalenze di uso abituale pari al 2% e di uso occasionale pari al 4%. Altri studi indipendenti La sigaretta a tabacco riscaldato IQOS ha ricevuto in questi giorni il sì della FDA (Food and Drug Administration), l’agenzia regolatoria statunitense su farmaci e tutto ciò che implica la salute. Si trattava di una decisione attesa. I prodotti per la riduzione del rischio sono per definizione meno dannosi delle sigarette convenzionali. Averlo dimostrato con studi di qualità rafforza la convinzione che la strada delle nuove tecnologie è l’unica percorribile per risolvere la piaga del tabagismo in tempi rapidi. I dati di popolazione da Inghilterra, Nuova Zelanda, Stati Uniti, Islanda, Giappone e Corea del Sud dimostrano che promuovere strumenti alternativi alle sigarette convenzionali (es. sigarette elettroniche, prodotti a tabacco riscaldato, eccetera) può ridurre la prevalenza del tabagismo in maniera sostanziale.

Dice Umberto Tirelli: “Ciò che importa è che bisogna restare concentrati su standard di qualità e sicurezza realistici per accelerare questa grande rivoluzione per la salute pubblica. Dato molto importante per il nostro Ministero della Salute e per gli altri ministeri europei è che l’FDA, dopo accurate valutazioni scientifiche sulla base della documentazione presentata da Philip Morris, ha evidenziato inferiori e più bassi livelli di sostanze tossiche, anche cancerogene, rispetto alle sigarette tradizionali. Questo risponde alla logica del principio di riduzione del danno. Nostro dovere di oncologi continua ad essere quello di far smettere o non iniziare a fumare, ma qualora non si riuscisse o non si volesse smettere bisogna dire che esistono alternative come IQOS, in linea con quanto detto dalla FDA”. Occorre però continuare con le ricerche, meglio se indipendenti, e sugli studi nel tempo.  

Partecipano alla Tavola Rotonda:
prof. Salvatore Cardellicchio Responsabile Centro Antifumo Careggi Firenze – Docente Malattie Respiratori Uni Fi   Sen. Stefano Collina Vicepresidente della 12ª Commissione permanente Igiene e Sanità.   Dr. Claudio Cricelli Presidente SIMG Società Italiana di Medicina Generale   Prof. Stefano Nardini Past President della Società Italiana di Pneumologia   Prof. Umberto Tirelli Istituto Nazionale Tumori - Centro di Riferimento Oncologico (CRO) di Aviano   On.Giorgio Trizzino   V Commissione (bilancio, tesoro e programmazione) e della XII COMMISSIONE (Affari Sociali) Camera dei Deputati

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Flavio Vitali
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